La mente nasce dal corpo

Il ruolo di genitore è per ogni persona una nuova esperienza e una nuova avventura. Porta con se’, come naturale, grandi gioie ed entusiasmi, ma anche timori e paure. Queste ultime date in gran parte dal fatto che diventare mamma (o papà) apre uno scenario con molti aspetti fino ad allora sconosciuti.

Cercando di informarsi ed approfondire un tema riguardante il perinatale, non ci si mette molto ad accorgersi che su ogni argomento ci sono pareri diversi, molte volte diametralmente opposti.

Ad iniziare dalle modalità del parto, al tipo e tempi dell’allattamento, a dove “abituare” i neonati a stare durante la giornata, al dove far dormire i neonati, ai metodi per favorire l’addormentamento ed il sonno… Ogni articolo che si legga, o persona con cui si parli avrà una propria opinione in merito, molte volte giustificata da una buona informazione, altre volte del tutto istintiva e superficiale.

Ed ovviamente ogni mamma cerca di capire quale sia la soluzione migliore per il proprio bambino e la propria famiglia, preoccupandosi di quali possano essere le conseguenze di ogni scelta. Il timore di “sbagliare” e non fare la cosa giusta è spesso molto alto.

I più recenti studi psicologici e neuropsicologici concordano sul fatto che la relazione neonato-genitore è fondamentale per la costruzione delle basi della sua mente.

Le prime esperienze infatti determinano il costruirsi delle strutture neurali, che a loro volta influenzeranno ogni esperienza successiva. Ed evidentemente le prime esperienze saranno principalmente sensoriali, attraverso il tatto, la pelle, l’odore, il gusto..il bambino e la sua mamma entrano in relazione.

Ed è stato riconosciuto che fondamentale per la buona strutturazione della mente è l’intesa. Mamma e neonato devono intendersi!

Già nel grembo materno, si è stabilita una intesa tra mamma e feto ed infatti un buono sviluppo inizia già in epoca embrionale, con un minimo di intesa,con corrispondenza tra ciò che io trasmetto e tu rispondi.

Ogni mamma dovrebbe alla luce di ciò chiudere occhi ed orecchie verso l’esterno e focalizzarsi sulla relazione con il proprio bambino, che in ogni momento le parla, con modalità da imparare ad intendere, e le dice e le insegna di cosa lui/lei ha bisogno, e rispondere alle sue necessità in modo coerente ed adeguato. La mamma (ma anche il papà) deve sviluppare la capacità di sintonizzare le comunicazioni. Ed ascoltare il proprio istinto di accoglienza e protezione verso il proprio cucciolo.

Ascoltare il neonato vuol dire ascoltare le necessità primarie che manifesterà, quindi il nutrimento, ma anche il contenimento, la vicinanza, il contatto con la pelle della mamma, lo stare sempre vicini; senza la paura di dare cattive abitudini o di non “educare” bene il proprio bimbo. Ci sarà molto tempo per quello…quando il neonato diventerà un bambino sicuro che ricco della fiducia nella propria mamma e nel proprio papà. Dobbiamo trasmettere e fornire loro sicurezza, serenità, fiducia. Fiducia che non va tradita..ma di questo parleremo ampiamente un’altra volta..

“Occorre che la madre impari la “lingua” del neonato e vi risponda in una lingua da questi comprensibile: qui si gioca l’effetto positivo (..) delle “cure materne” sullo sviluppo neuro mentale del bimbo

…la comunicazione non verbale che passerà in primis attraverso i significanti fisici della modulazione dei contatti di pelle, strutturerà le strutture primarie della mente del bimbo”

(A. Imbasciati)